Buon pomeriggio

mer 8 feb 2012
ore 14:18

via E.Ferro, 2
GENOVA Sestri P.
TEL. 010.653.17.58
FAX 010.860.53.92

Gestito da


e




con
riconoscimento
di

Comune di Genova
e
M.I.U.R.


         Scuola Materna 
IDENTITA' DELLA SCUOLA
  • IDENTITA’ DELLA SCUOLA
La nostra Scuola:
  • è un Ente Morale dal 28-12-1858 su Decreto del Re Vittorio Emanuele II e dal Conte Camillo Benso Cavour.
  • è una scuola paritaria
L’Ente è gestito dal CRESS, un Consorzio Sociale di cooperative ONLUS, che ha affidato la direzione e la gestione amministrativa della scuola alla Cooperativa CSTA. Il ruolo di Direttore Didattico è stato assegnato alla Silvia Pepillo.
  • STRUTTURA DELLA SCUOLA
La nostra scuola dell’infanzia è strutturata nel seguente modo:
  • n. 5 classi (sezioni) + n.1 sezione Primavera (di raccordo, con bambini dai 2 ai 3 anni)
  • n. 2 refettori
  • n. 1 sala psicomotricità e danza (palestra)
  • n. 2 saloni accoglienza (per l’anticipo e il prolungamento dell’orario scolastico)
  • n. 1 giardino attrezzato
  • n. 1 terrazzo attrezzato
  • PIANTA ORGANICA DEL PERSONALE
  • n. 7 insegnanti curricolari della Scuola dell’Infanzia
  • n. 3 insegnanti curricolari della Sezione Primavera
  • n. 1 insegnante attività speciali
  • n. 1 insegnante di danza e attività motoria part-time
  • n. 1 insegnante laureata e madrelingua/bilingue Inglese part-time
  • n. 1 insegnante di teatro part-time
  • n. 1 Direttrice Didattica
  • n. 1 segretaria amministrativa-economa part-time
  • n. 1 cuoca a tempo pieno
  • n. 1 cuoca a tempo parziale
  • n. 4 ausiliarie
Il personale in servizio presso l’Asilo Umberto e Margherita è munito dell’idoneo titolo di studio e pertanto di un’adeguata formazione di base. Viene predisposto inoltre per tutta l’équipe educativa un piano di formazione permanente atto a garantire il continuo aggiornamento e approfondimento delle conoscenze pedagogiche e teoriche di base del corpo docente. Il personale inoltre segue un percorso di supervisione psicologica lungo tutto il corso dell’anno scolastico, con un consulente esterno che garantisce un importante affiancamento degli insegnanti nelle dinamiche relazionali con i bambini e gli adulti.
  • RAPPORTI CON IL TERRITORIO
    La nostra scuola si pone l’obiettivo di essere un contenitore di iniziative di promozione dell’infanzia all’interno del territorio di appartenenza, facendo riferimento quindi alla realtà di Sestri Ponente ma anche e soprattutto al contesto cittadino. Pertanto i nostri obiettivi principali sono:
  • porsi in rete con le altre agenzie educative territoriali mantenendo, potenziando i contatti periodici già in atto ed organizzando attività comuni
  • creare occasioni di partecipazione ad iniziative per l’infanzia aperte al territorio, nell’ottica della promozione di una cultura di supporto alla relazione genitore – figli;
  • creare un proficuo dialogo con le altre scuole dell’infanzia, i nidi di zona e le scuole primarie per un lavoro di continuità educativa e di confronto tra docenti;
  • collaborare attivamente con il Distretto Sociale e la ASL per le segnalazioni e i progetti individualizzati sui portatori di handicap e di disagio sociale, per iniziative legate alla salute del bambino, oltre che in ottemperanza a quanto previsto dalle normative vigenti in fatto di sanità scolastica;
  • collaborare con le Biblioteche, i centri culturali, i centri di gioco didattico e tutte le agenzie culturali presenti sul territorio, per l’attivazione di laboratori sia riservati agli iscritti, sia aperti al pubblico;
  • METODOLOGIA

    Alla base del progetto educativo della nostra scuola si pone l’attenzione al bambino inteso come personalità completa, da sostenere nello sviluppo della propria individuazione, la cui maturazione cognitiva deve essere supportata da adeguati stimoli. Il primo impatto con una realtà sociale diversa dalla famiglia avviene spesso alla scuola dell’infanzia e al nido, che in questi ultimi anni hanno assunto un’importanza centrale nella vita dei bambini, dal momento che non esiste più in città un tessuto sociale in grado di offrire ai piccoli adeguati contesti di socializzazione ed opportuni stimoli. Occorre far sì che il primo impatto con la realtà sociale, che diviene sempre più precoce e tendente alla standardizzazione, sia il più possibile "a misura di bambino”, capace cioè di accogliere e contenere le sue fatiche e le sue ansie, di porre le basi per una personalità solida e matura. Il primo punto qualificante della nostra metodologia di lavoro è costituito dalla posizione centrale attribuita alla relazione educativa. La figura dell’adulto non è da noi concepita come quella dell’insegnante erogatore di nozioni e regole, ma come un’offerta di sé alla relazione col bambino. Le attività, le regole, l’organizzazione stessa di tutto il sistema scolastico traggono significato esclusivamente da questo elemento portante, ne sono il frutto tanto più efficace e raffinato quanto più profondamente e autenticamente è vissuto questo aspetto fondante dell’attività educativa. I bambini, che eleggono un adulto di riferimento, sono ben consapevoli di ciò, e lo richiedono continuamente: la relazione educante si pone come l’elemento propulsore della crescita e della maturazione dell’io del bambino che, sentendosi accolto e sostenuto affettivamente dall’insegnante, riesce a contenere le angosce legate al suo percepirsi come individuo separato, e pone le basi di una corretta stima di sé. La relazione insegnante-bambino non ha mai le caratteristiche della spersonalizzazione o dell’imposizione, ma sempre quelle della proposta e dell’accoglienza. Il maestro infatti offre anzitutto se stesso come punto di riferimento e modello, come primo perno affettivo al di fuori della famiglia; inoltre, propone delle regole, degli spazi e dei tempi strutturati, delle attività organizzate in cui il bambino possa fare esperienza, possa cioè incontrare la realtà in modo creativo. Tale attività di pensiero si traduce, nella pratica, nell’organizzazione di tempi e spazi pensati per le esigenze e le necessità dei bambini concreti che occupano la sezione e a partire dalla sensibilità di ciascun insegnante, per cui, pur condividendo un’ipotesi comune e un progetto globale, ogni docente arrederà la propria classe con allestimenti diversi, e imposterà una differente scansione delle attività. Vi è inoltre un’altra conseguenza pratica diretta di tale approccio educativo. Se il lavoro dell’insegnante è in primo luogo quello di osservare, egli starà ben attento a non sostituirsi mai al bambino, ma a garantirgli sempre il massimo delle possibilità di autonomia nella relazione, nell’apprendimento, nell’elaborazione di nuove strategie per la risoluzione di problemi pratici e relazionali. In questo senso viene ribaltata sia l’ottica assistenzialistica (per cui al bambino sono dovute le cure che gli garantiscano uno sviluppo fisico normale e che gli impediscano di farsi male e far male agli altri) che quella dell’insegnamento tradizionale, che vede il bambino piccolo come un insieme di elementi irrazionali, interamente dominato dall’inconscio e quindi da controllare e proteggere da se stesso o viceversa concepisce l’educando come una tabula rasa, un sacco vuoto da riempire di nozioni, informazioni, regole, affetto provenienti dall’esterno. In questa prospettiva invece il bambino è già interamente persona, bisognosa però di una relazione significativa per crescere e svilupparsi, non diversamente del resto da qualsiasi adulto sano. Pur senza trascurare i suoi compiti di assistenza e custodia pertanto, il maestro avrà cura di predisporre i tempi e gli spazi all’opportunità di fare nuove esperienze, ma senza mai sostituirsi al bambino in esse e soprattutto senza suggerirgli direttamente la giusta modalità per accostarle e affrontarle, ma aspettando e favorendo la possibilità che sia egli stesso ad individuarla. Il lavoro educativo svolto nella nostra scuola si attua concretamente a partire dall’organizzazione di un ambiente confortevole e favorevole alla crescita e allo sviluppo dei bambini. Attraverso la cura dei dettagli si crea un setting in cui tutto coopera alla costituzione di sane relazioni educative che promuovano tutti gli aspetti della personalità del bimbo, con particolare riferimento a:
  • sviluppo cognitivo, inteso non come semplice assunzione di informazioni, ma come interconnessione tra di esse e come capacità di utilizzarle nei contesti appropriati; esso è quindi strettamente legato allo sviluppo delle competenze e delle autonomie. La crescita cognitiva del bambino piccolo abbraccia praticamente l’intero campo della sua attività: egli impara a muoversi nello spazio, a togliersi il cappottino e ad allacciarsi le scarpe, a denominare i colori; tutti questi apprendimenti sono mattoni importanti per lo sviluppo mentale globale della persona. Il lavoro sull’apprendimento cognitivo utilizza strumenti differenti nelle diverse fasce d’età, ma parte da un principio unico: il bambino non è un contenitore da riempire di informazioni. Il lavoro che viene proposto non può essere uguale per tutti, ma deve tener conto dalle reali esperienze che ciascuno ha avuto la possibilità di effettuare, degli interessi, delle potenzialità concrete del singolo bambino e del gruppo classe.
  • sviluppo psico-motorio, che viene promosso attraverso l’offerta di opportunità di compiere esperienze a vari livelli. Inizialmente verrà dato molto spazio alle scoperte di tipo sensoriale: il contatto con materiali morbidi e caldi, duri e freddi, lisci e ruvidi, ecc. Contemporaneamente, si cercherà di favorire il lavoro di conoscenza di sé del bambino, l’acquisizione della propria identità sessuale e la coordinazione motoria con l’offerta di giochi che impegnino più sensi contemporaneamente. Via via che il bimbo cresce, l’offerta si fa più articolata, fino ad organizzarsi in vere e proprie sedute di psicomotricità in cui si fanno rotolamenti, capriole, si sperimentano nuovi tipi di andature e semplici mimi. La consapevolezza del proprio corpo e delle potenzialità in esso insite è condizione importante per lo sviluppo della persona in quanto strettamente collegato all’autostima e ad una percezione realistica di sé, non depressiva né legata ad illusioni di onnipotenza.
  • sviluppo della creatività. Riteniamo che la creatività sia la capacità di effettuare accostamenti inediti di idee, oggetti, parole; più generalmente, essa è strettamente collegata alla capacità di simbolizzare, che è l’elemento distintivo dell’intelligenza umana. Tale capacità si sviluppa insieme al resto della personalità e non può essere frutto di addestramento, ma può essere potenziata e sviluppata all’interno di un ambiente favorevole e ben predisposto. Una adeguata organizzazione è legata al principio in base a cui tutti i bambini sono diversi tra loro e al fatto che i nessi possano essere suggeriti ma mai indicati apertamente dagli educatori, onde evitare il rischio di ricadere nello stereotipo.
    Essendo frutto della capacità di simbolizzazione, la creatività trova alimento in tutte le attività simboliche caratteristiche di quest’età, che possono essere favorite dalla presenza di materiali adatti: casette con mobili ed elettrodomestici, utensili, bambole, travestimenti, oltre a tutti gli strumenti per la manipolazione: sabbia, farine, pongo, colori a dita ecc. In ogni aula deve essere presente un angolo per questi giochi, mentre tutto l’allestimento della scuola favorisce questa competenza, attraverso le immagini alle pareti e le decorazioni. All’interno di questo ambito di sviluppo gli adulti svolgono di volta in volta il ruolo di conduttori di attività strutturate, di aiutanti o di semplici osservatori, disponibili eventualmente a coinvolgersi nei giochi in maniera diretta, ma mai come manipolatori di ciò che viene proposto dal bambino.
  • sviluppo linguistico. Possiamo distinguere la competenza linguistica attiva da quella passiva: entrambe vengono promosse in tutte le fasce d’età attraverso lo stimolo dell’educatrice, che coglie ogni occasione per parlare col bimbo e per stimolarlo a parlare, descrivendo ciò che vede, formalizzando le proprie richieste, esprimendo i propri sentimenti. E’ molto importante che l’adulto adoperi un linguaggio alla portata del piccolo, con l’accortezza però di favorire lo sviluppo delle capacità del bambino; nello stesso tempo, la competenza linguistica attiva si accresce stimolando il bambino a raccontare, inizialmente anche semplicemente ripetendo ed in seguito verbalizzando le proprie simbolizzazioni e i propri sentimenti.
  • sviluppo della socialità, intesa non come rispondente ad un innato desiderio di stare con gli altri, né come doverosa fatica ad adattarsi a regole e ritmi non propri, ma come opportunità vantaggiosa per la maturazione dell’identità del bambino, per il suo progresso cognitivo e quello delle autonomie. La competenza sociale si sviluppa in una duplice direzione, coinvolgendo sia le relazioni con gli adulti che quelle con i pari. La caratteristica dell’adulto è di poter essere autonomo ma nello stesso tempo di riconoscere i profondi legami e le sottili dipendenze che lo legano agli altri. Tale capacità si comincia a costruire nella prima infanzia, in una sana evoluzione della relazione duale madre - bambino e nel progressivo distacco dell’infante dalla figura materna per accedere ad una concezione di sé come individuo separato ma pur sempre dipendente. In questa fase l’inserimento di altre figure adulte costituisce indubbiamente un elemento critico; tuttavia, esso può portare un grande arricchimento, perché suggerisce diverse possibilità e differenti stili relazionali, pur garantendo un supporto materiale ed affettivo adeguati; la relazione con i pari consente una rapida riduzione dell’egocentrismo infantile, un arricchimento a livello esperienziale (si impara moltissimo dai bambini di poco più grandi, che non appaiono smisuratamente distanti e quindi irraggiungibili) e relazionale. Gli studi più recenti suggeriscono che la capacità di “giocare con”, che rappresenta un progresso rispetto all’iniziale “giocare accanto” del bambino piccolo, si sviluppa più rapidamente se il bimbo è precocemente esposto alla compagnia dei pari. Le interazioni poi aumentano in maniera sensibile quando il gruppo sia leggermente eterogeneo per età, e la presenza dei “grandi” possa fungere da stimolo e modello per i piccini. E’ importante che in questa situazione l’adulto sia sempre presente per garantire al piccolo la percezione di “essere visto” e quindi contenuto affettivamente e protetto fisicamente, ma che intervenga attivamente solo se necessario. Mentre inizialmente il bambino cerca assai spesso l’adulto con lo sguardo (per ricevere conferma, protezione, ottenere permessi, semplicemente per accertarsi della sua presenza), progressivamente questa necessità diminuisce ed aumenta il numero, la durata e l’intensità delle interazioni con i pari; questo però solo a condizione che i passaggi precedenti siano consolidati e interiorizzati efficacemente.
Riteniamo importante istituire una relazione collaborativa con la famiglia, in modo da porre in essere un contratto che definisca le rispettive aree di intervento. Il rapporto con la famiglia è sempre molto difficile per gli insegnanti di bambini così piccoli. L’ambivalenza e a volte la palese contraddittorietà dei sentimenti dei genitori (divisi tra il senso di colpa per il fatto di “abbandonare” il figlio a un’altra persona ed il piacere di ricominciare ad avere tempo per sé, per la propria attività lavorativa, ecc.) si somma infatti al bisogno di gratificazione degli operatori, acuito dalla percezione dell’appartenenza del bambino a sé, che si configura però come un’appartenenza a termine. Si verificano così dinamiche ricorrenti per cui il genitore si preoccupa oltre misura di dettagli a volte insignificanti, non rispetta le regole della struttura, lamenta l’eccessiva rigidità delle insegnanti; viceversa, spesso le insegnanti lamentano il fatto che i genitori non rispettano gli orari o si presentano sempre in corrispondenza dell’orario di chiusura, di dimostrare scarsa fiducia nei loro confronti, etc. Riteniamo che si debba parlare di specificità; reputiamo infatti che una relazione che renda da subito chiari i termini del rapporto possa contenere, se non eliminare, le ambivalenze della relazione genitore/insegnante. I termini di tale contratto devono prevedere: le modalità di inserimento (tempi, luoghi, azioni previste per esso); l’individuazione dei compiti dell’insegnante, in particolare in riferimento agli argomenti sui quali essa relaziona a fine giornata; alimentazione, eventuale riposino, stato di salute generale, attività svolte. La collaborazione ed il coinvolgimento dei genitori è altrettanto importante e si esplica anche attraverso l’elezione del rappresentante di classe (uno per sezione di scuola materna), il quale si relaziona frequentemente con gli insegnanti per offrire collaborazione e migliorare le comunicazioni scuola/famiglie. Così la partecipazione attiva ai momenti di festa, il supporto nell’allestimento di attività particolari, il coinvolgimento di particolari acquisti per le varie sezioni, etc. diventano momenti privilegiati per migliorare la conoscenza ed incrementare la fiducia nella relazione tra insegnanti e genitori. Mentre l’informazione su quanto avviene a scuola è anche affidata ai resoconti fotografici e agli avvisi, notizie, richieste ecc. appesi in bacheca, le questioni di carattere generale sono invece appannaggio della direttrice, che offre ai genitori la propria presenza quotidiana in struttura, la propria esperienza e competenza psico-pedagogica, nonché la possibilità di un colloquio giornaliero (meglio se su appuntamento), ogniqualvolta il genitore abbia piacere di scambiare due parole con la Direzione della scuola. La collaborazione con i genitori è basata quindi sul riconoscimento della specificità del ruolo che essi svolgono, nella persuasione che, qualora venga meno il reciproco rispetto dei ruoli, sia inevitabile il fallimento educativo. Di seguito trovate i “punti cardine” del nostro modo di vivere l’insegnamento, ossia come interpretiamo questo ruolo nell’ambito professionale della scuola. Abbiamo pensato di spiegare per punti il nostro punto di vista rispetto al ruolo dell’insegnante per dare ai genitori la possibilità di costruire con i docenti un dialogo efficace e sincero, basato su una reale conoscenza e collaborazione.
  • IL RUOLO DELL’INSEGNANTE

    1) Le insegnanti danno consigli, suggerimenti e spunti di riflessione, ma senza interferire con lo stile educativo dei genitori: abbiamo bisogno delle famiglie per seguire una linea comune che dia dei risultati positivi, che sostenga il bambino e lo accompagni in maniera coerente ed armonica. Non vogliamo né possiamo sostituirci a voi, ma potete servirvi della nostra esperienza e del nostro punto di vista per arricchire la conoscenza del vostro bambino, e magari trovare insieme alle insegnanti strade nuove per affrontare passo passo le piccole grandi difficoltà del vostro “mestiere” di genitori.
    2) Le insegnanti accolgono e ascoltano le vostre esigenze: è importante trattare ciascuno nella sua unicità, ma ci siamo dati un Regolamento per rispettare tutti allo stesso modo. Non chiedeteci personalismi che metterebbero in difficoltà noi e il vostro bambino, ma cercate di rispettare le regole della nostra comunità, per il bene di tutti.
    3) Ogni insegnante ha la propria peculiarità, le proprie qualità e il proprio stile, ma tutti noi condividiamo lo stesso obiettivo: il benessere del bambino. In ogni decisione, dietro ogni “sì” o “no” che vi diremo, potete star certi che ci sarà questo valore più alto, che per noi è assoluto. Preferiamo scontentare un genitore piuttosto che creare disagio ad un bambino.
    4) La nostra è una scuola privata, pertanto scelta dalle famiglie: il “di più” che vogliamo offrirvi sta nella cura e nella qualità della relazione con il bambino, nell’attenzione che riserviamo ai vostri piccini. E’ molto triste sentirsi dire dai genitori che hanno scelto la scuola privata per vedere accontentate le loro richieste: orari elastici, deroghe alle norme, etc. Non è in questo senso che intendiamo venire incontro alle esigenze delle famiglie, bensì con un servizio di qualità ed un progetto educativo ricco di contenuti.
    5) Le nostre scelte pedagogiche – programmazione, attività didattiche, uscite, etc. – sono frutto della condivisione del Collegio Docenti e di un ricco confronto tra insegnanti e Direttrice: vi chiediamo il rispetto della nostra professionalità, perché quella dell’insegnante (come quella del dirigente scolastico) è una professione, e ognuno di noi ha studiato e continua a formarsi per esercitare al meglio questo bellissimo mestiere.
    6) I colloqui individuali, le assemblee di classe, gli incontri tematici… sono strumenti didattici molto importanti: vi chiediamo la massima partecipazione per conoscere davvero quello che facciamo con i bambini e per rafforzare il dialogo genitori-insegnanti
    7) Gli orari della nostra scuola sono importanti: osservarli è un segno di rispetto. Insegniamo anche ai più piccoli che le regole della società – perché la scuola è una piccola società – servono a garantire la libertà di tutti e una convivenza basata sul rispetto e sulla condivisione.
  • LA FORMAZIONE DEL PERSONALE

    Il personale in servizio presso la Scuola dell’Infanzia “Umberto e Margherita” è sempre munito dell’idoneo titolo di studio e pertanto di un’adeguata formazione di base. La cooperativa CSTA, gestore diretto del servizio, riconosce la massima importanza alla formazione permanente. L’apertura dell’anno scolastico è preceduta da alcuni giorni di programmazione e di formazione in parte su temi specifici rispetto alle singole aree di intervento, in parte in comune alle operatrici di tutte le fasce d’età e al personale non docente, che riveste un ruolo molto importante anche se indiretto per ciò che riguarda l’attività educativa. Spesso infatti sono le ausiliarie che interagiscono direttamente con i bambini nei momenti delle cure di routine (pasto, cambio, igiene personale), oltre che in molteplici altre occasioni. Il personale docente si incontra collegialmente con le seguenti modalità:
  • almeno due volte al mese in Collegio Docenti, allo scopo di discutere delle attività specifiche, degli eventuali problemi di servizio, dell’andamento della programmazione, etc.;
  • almeno due volte al mese in gruppo di lavoro, per confrontarsi su tematiche educative di carattere generale. Questa modalità di incontro vuole garantire l’omogeneità dello stile educativi della scuola, la continuità tra le varie fasce d’età, oltre ad essere mirata all’organizzazione di alcune attività trasversali.
  • ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA
La Scuola dell’Infanzia “Umberto e Margherita” è articolata in 5 sezioni eterogenee, ciascuna con 25-27 bambini circa (come da parametri di legge). Gli orari di apertura sono i seguenti: dal Lunedì al Venerdì dalle 8,30 alle 16.30, con possibilità di utilizzare, per un numero limitato di bambini, un anticipo e un posticipo di orario, dalle 7,30 alle 8,30 e dalle 16.30 alle 17.50. E’ inoltre possibile utilizzare l’uscita dopo il pasto, ossia tra le 13.30 e le 14.00, sempre comunicandolo all’insegnante. Lo scambio tra docenti è garantito da momenti mensili di confronto e da un percorso di aggiornamento concordato ad ogni inizio di anno scolastico con la Direzione, che si avvale degli strumenti formativi e di aggiornamento utilizzati dalla propria organizzazione (CSTA e CRESS); il lavoro specifico rispetto ai vari servizi è invece affidato ad incontri di tipo più operativo ed organizzativo, anch’essi a cadenza mensile. Oltre ad esercitare attenzione nei confronti delle esperienze pregresse del bambino che giunge alla scuola dell’infanzia (siano esse di tipo scolastico, siano di tipo familiare), le insegnanti si mantengono orientate anche verso la scuola primaria. Il passaggio dalla scuola dell’infanzia a quella elementare è spesso vissuto dai genitori con una forte ansia, fino a divenire caratterizzante rispetto al tutto il percorso fatto, come se tra l’inserimento e il congedo non ci fosse nulla oltre ad una lunga ed estenuante preparazione alla scuola “vera e propria”. Gli educatori in genere, di fronte a tale atteggiamento, difendono lo specifico del loro intervento, sottolineando l’importanza delle numerose acquisizioni compiute, che spesso vengono date per scontate e passano inosservate di fronte al grande problema dell’imparare a leggere e scrivere. Riteniamo effettivamente che lo specifico della scuola dell’infanzia non possa essere ricondotto ad una mera preparazione alla lettura-scrittura, pur non perdendo di vista l’importanza di questo passaggio fondamentale nella vita dell’individuo. Reputiamo che la crescita del bambino passi attraverso l’accrescimento di molteplici funzioni che costituiscono la base di personalità sane, mature, in grado di misurarsi con le varie difficoltà della crescita: l’accrescimento del controllo percettivo, delle capacità manipolative, cognitive; delle competenze affettive e relazionali; della capacità di simbolizzare e rielaborare i propri vissuti. Il bambino non va considerato come un contenitore nel quale inserire competenze, ma come un soggetto già competente che va aiutato ad esprimere le proprie potenzialità. Gli strumenti che vengono usati nel perseguire tali obiettivi sono:
  • l’attenzione alla scansione del tempo e dello spazio (e alle cure di routine prestate);
  • gli strumenti di attività didattica (le schede, la conversazione, ecc.);
  • le attività intersezionali e di laboratorio;
  • il confronto e l’aggiornamento delle insegnanti.
Il personale impegnato prevede un corpo docente composto da 7 insegnanti di sezione, una supplente, un’insegnante di inglese, una di educazione motoria e danza, una di teatro, due cuoche, un’aiuto-cuoca, quattro ausiliarie, un dirigente scolastico ed una economa-segretaria. La scuola dell’infanzia si avvale della consulenza di un medico inviato dalla A.S.L. e della assistente sanitaria.
  • USO DEGLI SPAZI
Ogni sezione dispone di un’aula grande e luminosa. All’interno di ogni sezione le insegnanti allestiscono alcuni centri di interesse, la cui disposizione, organizzazione ed utilizzo vengono verificati ed eventualmente modificati ogni anno. L’angolo della casa è il centro del gioco drammatico; accanto ad esso infatti possono trovarsi i materiali per il travestimento con lo specchio. Il secondo centro di interesse è legato ai giochi a terra: costruzioni, cubi, ecc. In questo spazio tutto il materiale è direttamente a disposizione dei bambini, così come sono alla loro portata materiali di uso quotidiano come fogli, colori, i libri con le schede didattiche, ecc., mentre alcuni tipi di strumenti (colori a tempera e a dita, punteruoli, schede fotocopiate) sono conservate dall’insegnante e distribuite solo su richiesta dei bambini e quando l’insegnante sia in condizioni di seguire lo svolgimento dell’attività. Oltre ai centri di interesse, in ogni sezione si trovano spazi in cui i bambini possano conservare i loro oggetti individuali (colori, disegni, giochi). La personalizzazione di piccoli spazi è perseguita anche all’esterno: nello spogliatoio gli attaccapanni sono individualizzati con il nome di ciascuno; nei refettori invece si preferisce far sì che i bambini possano cambiare anche quotidianamente i loro compagni di tavola. Tutto lo spazio della scuola è comunque pensato come uno spazio educativo, accogliente, significativo per i piccini e in grado di trasmettere comunicazioni pregnanti agli adulti. I colori riferiti alle sezioni costituiscono una guida e un leit-motiv per i bambini che sono facilitati nel ritrovare i loro effetti personali; i cartelloni ed i pannelli con disegni, manufatti e foto che testimoniano e consentono di ritornare con la memoria alle attività svolte sono occasione per rielaborare le esperienze fatte e per comunicarle ai genitori. All’interno della scuola sono inoltre presenti spazi comuni destinati ad attività particolari, quali la motricità globale e altre attività specifiche, perché possa crearsi un setting adeguato. La motricità globale viene svolta nell'ampio giardino finché la stagione lo consente. Tale area è attrezzata con giochi adeguati. Durante la stagione invernale invece vengono utilizzate una sala giochi (stanza dell’accoglienza) e una palestra al piano secondo. Gli adulti supervisionano tali attività in funzione della sicurezza dei bambini, potenziando le competenze sociali e fornendo un aiuto ai più piccoli. In relazione alla motricità fine invece, gli adulti svolgono una supervisione che preveda anche l'intervento non direttivo, progettando sequenze di apprendimento. Attività specifiche di educazione motoria, educazione musicale, danza e di insegnamento della lingua inglese vengono attuate a partire dal mese di ottobre, e coinvolgono tutti i bambini. Per tali attività la scuola si avvale di un’insegnante di inglese, di un docente di teatro/musica e di un’insegnate di danza e attività motoria titolata e qualificata. La scuola inoltre dispone di un televisore con lettore DVD e di un pianoforte.
  • L’ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA della scuola dell’infanzia
La scansione del tempo è in funzione delle esigenze dei bambini, oltre che della funzionalità dell’organizzazione. Fino alle 9,00 è consentito l’ingresso; pertanto, fino a quest’ora non si svolgono attività strutturate, ma si cerca di fare in modo che i bimbi giochino in maniera tranquilla. Particolare importanza viene data a questo momento e a quello del commiato. Per quanto riguarda l’ingresso, i genitori accompagnano il bimbo fino al piano, lo spogliano e ripongono i suoi effetti nell’apposito armadietto; poi, fatte indossare le scarpe pulite apposite, lo accompagnano dall’insegnante. Dopo le 9.00 i bambini mangiano la frutta fresca: dal 2007 infatti la nostra scuola aderisce al progetto Fruttometro del Comune di Genova che intende sensibilizzare le famiglie alle corrette norme alimentari per l’infanzia. L’assunzione di frutta a metà mattina è un’eccellente abitudine alimentare e gli insegnanti ne illustrano i benefici ai bambini quotidianamente. Allo stesso modo la merenda è un pasto importante, che va consumato una sola volta nell’arco del pomeriggio, all’incirca a metà tra il pranzo e la cena. La scuola ha il compito di fornire una corretta educazione anche alimentare, e di fare la sua parte nella prevenzione di problematiche quali l’obesità infantile, che sono in costante crescita: per questo abbiamo deciso di orientare il menù della merenda (che verrà consumata intorno alle 15.30) verso alimenti leggeri, prevalentemente a base di frutta. Tornando alla mattinata, dopo le attività centrali della programmazione didattica, i bambini si lavano e preparano per il primo turno del pranzo (11.30 ca.), che avviene nel refettorio appositamente attrezzato. Il secondo turno avviene intorno alle 12.15. Il cibo è cotto al momento per entrambi i turni, non viene riscaldato in nessun caso, come previsto dal nostro piano di autocontrollo HACCP. Dopo il pasto, tutti i bambini sono intrattenuti in un laboratorio di classe dedicato ogni anno ad un argomento diverso e tenuto dalla loro insegnante: quest’anno lavoreremo sulle storie familiari che ruotano intorno al cibo: il racconto di una colazione particolarmente divertente, di un pic nic in famiglia, di una serata a base di “pizza fatta in casa” diventeranno un veicolo per risalire insieme ai vostri bambini alla storia degli alimenti più comuni e ai loro ricordi legati ad essi. Al rientro dell’insegnante, finito il laboratorio, i bambini svolgono alcune attività didattiche in classe e consumano la merenda in refettorio intorno alle 15.30. L’uscita avviene a partire dalle 16.00, con la possibilità di prolungare la presenza a scuola sino alle 17.50, su espressa richiesta in Segreteria (tempo prolungato). A seguire i bambini vengono intrattenuti nei laboratori ludici del pomeriggio, pensati appositamente da una insegnante di sezione.
  • LE ATTIVITA’ PRIMARIE
L’obiettivo primario è la crescita e il benessere dei bambini, che passa attraverso la possibilità di svolgere un’efficace simbolizzazione e di effettuare esperienze interessanti e nuove, avendo spazi e tempi per rielaborarle. Questo implica il fatto di non dare eccessiva importanza alla produzione di manufatti o di prodotti visibili, ma di privilegiare le reali occasioni di crescita per i bambini, dando visibilità al lavoro attraverso altri tipi di strategie come mostre fotografiche o mercatini creati dai bambini in occasione dei momenti di festa della scuola, ecc Le attività di apprendimento che offriamo ai bambini sono sempre collegate alla possibilità di fare esperienza, più che all’erogazione di informazioni o alla produzione meccanica e stereotipata. Pertanto si lavorerà sull’osservazione della natura e sull’opportunità di poterla conoscere da vicino, attraverso le attività svolte in giardino e le passeggiate che verranno fatte nelle zone limitrofe con la ripresa della bella stagione.
  • Grande importanza viene data alla narrazione o alla lettura drammatizzata da parte dell’insegnante, che offre ai bambini lo spazio per una adeguata simbolizzazione. La narrazione di fiabe avviene solitamente in cerchio o in una zona adeguatamente attrezzata all’interno della classe, in modo che i bambini si sentano accolti e raccolti, e costituisce un momento significativo nella giornata e un’occasione irrinunciabile per rievocare vissuti ed emozioni che i bambini imparano, in questo modo, a riconoscere ed esprimere.
  • Riteniamo che sia molto importante accostare i bambini alla bellezza e all’arte, e che questa sia un ottimo aiuto per lo sviluppo e la crescita. Per questo non riteniamo prematuro accostare questi bimbi all’esperienza del colore (con l’utilizzo di colori a dita e di sostanze atossiche, veline colorate, ma anche di diapositive colorate che diano l’illusione di entrare nel colore) e a quella della musica, con ascolti e produzione di strumenti. Lo strumento artigianale (lattine, conchiglie, sassi, sabbia, ecc.) offre ai bambini la possibilità di creare ritmi e semplici melodie. Tutto ciò verrà integrato da un corso musicale specifico, associato al laboratorio teatrale, che ha lo scopo appunto di lavorare sulle emozioni e sui suoni.
  • Per promuovere lo sviluppo psicomotorio, ai bambini verranno offerte due ore di psicomotricità alla settimana e un’ora di danza per i bambini più grandi. A partire dall’a.s. 2006-07 viene inoltre introdotta un laboratorio musicale/teatrale, con lo scopo di integrare l’attività del corpo docente ed offrire ai bambini molteplici occasioni di espressione del sé.
  • Nel corso dell’anno vengono poi attuate alcune attività particolari, che scandiscono il tempo e le stagioni: l’Open Day, che costituisce per la nostra scuola un’occasione per spiegare con chiarezza agli utenti attuali e potenziali il progetto educativo che si persegue, per mostrare le strutture e gli stili relazionali messi in atto, e soprattutto per offrire ai bambini un’utile occasione di divertimento e crescita attraverso l’allestimento di laboratori. La festa di Natale sarà allestita in modo da creare per i bambini un momento significativo ma tranquillo, senza dinamiche stressanti legate all’esibirsi in pubblico ed ansie da prestazione. Essa costituirà eventualmente un’occasione per mostrare ai genitori il percorso fatto dai bambini fino a quel momento, attraverso foto e l’esposizione di alcuni manufatti. Ci sarà un regalino per i bimbi e la visita di Babbo Natale.
  • Un altro appuntamento importante è costituito dal carnevale. All’asilo si romperà la pentolaccia, e i bimbi potranno partecipare a questo evento mascherati. Quest’anno abbiamo intenzione di organizzare anche una grande festa all’aperto, il giorno di martedì grasso, aperta a tutti i piccoli a 0 a 6 anni, rigorosamente mascherati!
  • E’ infine tradizione realizzare una festa di fine anno, prima dell’inizio delle attività estive, che sarà, come la pentolaccia, comune a tutta la scuola e che si terrà, se possibile, nel giardino principale.
  • LE ATTIVITA’ DIDATTICHE La nostra scuola segue da molti anni, attraverso la programmazione didattica specifica (PEI), gli Orientamenti per la Scuola dell’infanzia del 1991. I progetti didattici sono stesi sulla base delle cinque aree di sviluppo (il corpo e il movimento, i discorsi e le parole, lo spazio, l’ordine e la misura, le cose, il tempo e la natura, messaggi, forme e media, il sé e l’altro), attraverso attività di sezione (lavoro individuale, conversazioni, lavoro di gruppo) e laboratori intersezionali. Possiamo così riassumere i vari obiettivi che vengono perseguiti nei cinque campi d’esperienza:
  • il corpo e il movimento. L’obiettivo principale è quello di passare da un controllo generale dei movimenti e delle posture ad una capacità di controllo sempre più fine e segmentata, a cui corrisponde l’acquisizione della consapevolezza e della capacità di rappresentazione del proprio schema corporeo. E’ inoltre compito della scuola dell’infanzia seguire un percorso di educazione alla salute e favorire una naturale conoscenza della propria identità sessuale. Tutto ciò è volto a favorire nel bambino lo sviluppo di una positiva immagine di sé e ad instaurare buone prassi di comportamento (educazione alimentare, educazione sessuale, etc.).
  • i discorsi e le parole. Altro strumento didattico fondamentale è quello della conversazione, che solitamente verte su argomenti riguardanti il progetto didattico (uno sfondo integratore scelto all’inizio dell’anno scolastico dal collegio dei docenti, che può essere una favola o un tema quale quello della creazione, del bosco, ecc.) o alcune attività specifiche (conversazioni mirate all’allestimento della festa di Natale, del carnevale, ecc.). Dall’a.s. 2010-11 viene inserito anche il Laboratorio pomeridiano sul racconto di storie familiari. Gli obiettivi che si perseguono con la conversazione sono:
  • potenziare la competenza linguistica attiva e passiva dei bambini;
  • favorire l’apprendimento di alcune regole fondamentali: aspettare il proprio turno, non interrompere gli altri, ecc.
  • incrementare il bagaglio cognitivo ma anche la capacità di esprimere i propri pensieri e sentimenti;
  • accrescere la capacità di percepirsi in un contesto e comportarsi adeguatamente.
  • acquisire fiducia nelle proprie capacità comunicative ed espressive.
  • impegnarsi ad esprimere idee proprie.
    I traguardi di tale area di sviluppo si possono così riassumere:
  • arricchimento del proprio codice linguistico ed utilizzazione dei nuovi termini in maniera appropriata;
  • analisi di figure di crescente complessità;
  • descrizione di situazioni;
  • rievocazione di fatti e avvenimenti;
  • riassunto di brevi vicende.
    Oltre alle conversazioni strutturate, l’attività quotidiana offre molteplici occasioni di stimolo alla competenza linguistica: il momento del pasto, del gioco libero e strutturato,nonché l’osservazione di eventi che consente la formulazione di ipotesi e giudizi.
  • lo spazio, l’ordine e la misura.
Le finalità connesse a tale area di sviluppo sono le seguenti: passare da una visione indifferenziata di fatti e fenomeni della realtà all’acquisizione delle abilità necessarie per interpretarla e conoscerla; acquisire le abilità matematiche relative alla soluzione dei problemi e all’uso di strumenti di riflessione e analisi. Ad esse sono connessi i seguenti obiettivi:
  • conseguire la capacità di raggruppare, ordinare, misurare;
  • favorire l’orientamento spaziale e l’acquisizione di rapporti topologici;
  • sviluppare la capacità di porre in relazione, di formulare previsioni e di fare prime ipotesi;
  • stimolare la capacità di progettare, inventare, creare.
Questi obiettivi possono essere perseguiti attraverso diverse attività, quali la manipolazione, l’esplorazione della natura, la conoscenza di sé e della propria storia personale, la conoscenza dei ritmi e cicli temporali, giochi di gruppo e di squadra, mappe spaziali, produzioni fantastiche e invenzioni di storie, familiarizzazione con simmetrie e combinazioni, etc.
  • le cose, il tempo e la natura.
La finalità primaria di questa area di sviluppo è costituita dalla prima formazione di atteggiamenti di abilità di tipo scientifico. Posiamo individuare i seguenti obiettivi:
  • riconoscimento dell’esistenza dei problemi e delle possibilità di affrontarli e risolverli;
  • perseveranza nella ricerca e ordine nella procedura;
  • abitudine a riconoscere le proprie difficoltà e a domandare;
  • disponibilità al confronto;
  • rispetto per tutti gli esseri viventi e interesse per le loro condizioni di vita; apprezzamento degli ambienti naturali e impegno attivo per salvaguardarli.
Le abilità da sviluppare sono le seguenti: l’esplorazione, la manipolazione, l’osservazione; la messa in relazione, in ordine, in corrispondenza; la costruzione e l’uso di simboli e di elementari strumenti di registrazione; l’elaborazione e la verifica di ipotesi e previsioni; la formulazione di piani d’azione; l’uso di un lessico specifico. Tali abilità potranno essere potenziate attraverso attività individuali e collettive di osservazione, con l’uso di diversi tipi di materiali (acqua, sassi, sabbia, ecc.); con attività di interesse biologico (semina, coltivazione di piante, osservazione di animali, ecc.); con strategie di gioco implicanti le dimensioni temporali: simultaneità, ordine, successione, durata.
  • messaggi, forme e media.

    Le finalità individuate sono: accogliere ed usare i linguaggi corporei, sonori e visuali; porre le basi per lo sviluppo di una creatività ordinata e produttiva.
    Gli obiettivi che vengono perseguiti sono i seguenti:
  • impadronirsi delle forme codificate dei linguaggi non verbali;
  • acquisire una buona padronanza dei vari mezzi e delle varie tecniche espressive e comunicative;
  • saper esprimere, usando diverse forme di linguaggio, sentimenti ed emozioni;
  • sviluppare la sensibilità musicale;
  • riprodurre situazioni che richiedono impiego di diversi linguaggi.
  • il Sé e l’altro.

    Le finalità connesse a questa area di sviluppo sono:
  • l’assunzione personalizzata dei valori della propria cultura nel quadro di quelli universalmente condivisi;
  • il rispetto attivo della diversità; la capacità di capire e di cooperare.

    Verranno perseguiti i seguenti obiettivi:
  • maturare progressivamente una buona autonomia di base;
  • riconoscere ed esprimere sentimenti ed emozioni;
  • saper comprendere i bisogni e le intenzioni degli altri e superare il proprio punto di vista;
  • riconoscere il valore e la dignità della persona umana.
I PEI (Progetti Educativi Individualizzati) hanno la funzione di misurare il percorso svolto dai bambini nelle varie aree: quella strettamente cognitiva, quella delle autonomie, della socializzazione. Inoltre una peculiare attività di osservazione risulta particolarmente utile per quanto riguarda il gruppo dei grandi, che giungono alla scuola primaria prescelta accompagnati da una scheda stesa dall’insegnante per illustrare il percorso compiuto dal bambino durante il triennio della scuola dell’infanzia. Con tutte le scuole primarie di zona disponibili a farlo vengono organizzati incontri in cui gli insegnanti della scuola dell’infanzia possano presentare i bambini alle future insegnanti, mostrando loro anche il tipo di percorso fatto e le eventuali difficoltà incontrate. Grande importanza viene data alle attività espressive, molte delle quali vengono svolte in maniera strutturata almeno settimanalmente all’interno della sezione. Tutte le sezioni infatti dispongono di materiale per il disegno e la pittura sia con pennelli che a dita; di materiale tridimensionale quale il pongo e la plastilina. Inoltre la musica costituisce un elemento ricorrente nella nostra scuola: sia attraverso il canto, al quale si dà molto spazio, sia attraverso l’ascolto fatto durante attività manuali o particolari situazioni (ad esempio di rilassamento o di concentrazione). Si evita per quanto possibile l’attività standardizzata e stereotipata. In tutte le situazioni di produzione si promuove la libera espressione personale del bambino; si suggeriscono modelli ma non viene fornito materiale pre-costituito; si favorisce l’osservazione della realtà, ma non l’adeguamento a modelli convenzionali di rappresentazione di essa.
  • ATTIVITA’ INTERSEZIONALI E DI LABORATORIO

L’asilo “Umberto e Margherita” è organizzato in 5 sezioni miste. I vantaggi della sezione trasversale sono di solito prevalenti: la possibilità di apprendimento e crescita dei piccoli è sicuramente potenziata, i grandi hanno modo di elaborare la loro tendenza alla regressione e di imparare a rispettare i più deboli. Risulta evidente il fatto che si cerca di superare la difficoltà della gestione di esigenze diversificate attraverso l’organizzazione di attività mirate per le diverse fasce d’età. Pertanto vengono realizzati svariati laboratori e progetti mirati ai diversi gruppi di età, o all’affronto di specifici problemi. Per i bambini di cinque anni viene inoltre allestito un laboratorio intersezionale a piccoli gruppi (10 - 15 bambini) con attività di pre-lettura e pre-scrittura. Lo scopo di tali attività non è quello di insegnare a leggere e scrivere prima del dovuto, bensì quello di lavorare sui pre-requisiti di base: l’utilizzo dello spazio del foglio, il gesto grafico fine e preciso, i concetti di tempo, spazio e quantità ma anche la capacità di comprendere e rispettare le consegne, di rimanere concentrati su un’attività per almeno un’ora consecutiva, di comportarsi adeguatamente in un contesto non puramente giocoso. Le attività proposte sono comunque presentate in maniera ludica: giochi quali il Memory, il gioco degli opposti, il completamento di schede. I laboratori di Teatro, Gioco danza e Inglese sono comuni a tutte le fasce d’età. Il corso di lingua straniera è stato progettato allo scopo di sfruttare il momento favorevole in cui la finestra del linguaggio consente ancora un apprendimento veloce e duraturo, e per offrire uno strumento in più rispetto all’inizio della scuola elementare. Anche la lezione di Inglese infatti costituisce una opportunità di sperimentare una situazione di apprendimento già molto simile a quella scolastica, pur con le dovute attenzioni allo specifico dell’età. Per questo si ritiene fondamentale che l’insegnante sia madrelingua o bilingue, così da conversare sin da subito – secondo il consolidato metodo della full-immersion – con i bambini esclusivamente in lingua inglese. La possibilità di manipolare, di toccare anche il colore, di vedere l’impronta lasciata dalle proprie mani e dal proprio corpo, costituisce un’esperienza piacevole ed utile per il bambini, arricchita per di più della possibilità di vedere questo gioco trasformarsi in un prodotto bello, da portare a casa e tenere con sé o offrire ai propri genitori. Così si lavorerà alla produzione di ciotole, piastrelle, sfoglie e maschere, utilizzando elementi decorativi poveri: stuzzicadenti, sassolini e conchiglie, pettini ecc. Ben presto poi, soprattutto nei bambini più grandi, al piacere della manipolazione si aggiunge l’intenzionalità. Durante le sedute vengono proposti giochi ed altre attività motorie e percettive con l’obiettivo di stimolare nei bambini le abilità necessarie a costruire un rapporto più consapevole con la realtà acustica (ad esempio: concentrazione, sincronia e coordinazione dei movimenti con l’ascolto, discriminazione di suoni diversi, reazioni emotive ai suoni e alla musica). Per l’immediatezza di comprensione e il potenziale sonoro - musicale, il tema conduttore degli incontri di teatro è costituito spesso dagli animali (versi, indole, camminata, ambiente); si lavora inoltre sulla realtà sonora che circonda i bambini: suoni e rumori dei vari ambienti, suoni corporei e voce. Viene inoltre realizzato un percorso mirato allo sviluppo psico-fisico, che prevede un laboratorio di educazione motoria gestito da un’operatrice diplomata. Un corso di danza infine completerà questo piano di sviluppo motorio. Con tutte le classi verranno infine organizzate diverse uscite a tema (inerente la programmazione didattica annuale) ed una gita più impegnativa, verso la fine dell’anno scolastico.
  • LA SCUOLA MATERNA ESTIVA
Le attività estive relative alla fascia 3 - 6 anni si svolgeranno nel mese di luglio e Agosto per i soli genitori che ne facciano richiesta, a condizione di formare almeno un gruppo di trenta bambini. E’ previsto un orario analogo a quello del resto dell’anno scolastico. L’Umberto e Margherita si assume il carico dell’apertura estiva a seguito delle molte richieste da parte dei genitori che si trovano alle prese col problema della custodia dei bambini in questo periodo dell’anno e non gradiscono, per vari motivi, la soluzione della baby-sitter. L’organizzazione delle attività estive prevede soprattutto attività esterne: gli obiettivi da perseguire saranno principalmente legati all’autonomia e alla capacità di muoversi adeguatamente nei diversi contesti. Si cercherà di offrire ai bambini l’opportunità di compiere esperienze interessanti all’aria aperta trascorrendo la giornata in compagnia di altri bambini. L’attività estiva costituisce un’ottima opportunità educativa, in quanto consente di conoscere i singoli bambini in contesti extra - scolastici (e quindi talvolta di coglierne risorse o problematiche che possono rimanere nascoste nell’ambiente strutturato della scuola); inoltre, permette di svolgere un lavoro di educazione ambientale, di conoscenza e utilizzo degli spazi verdi del territorio, di giochi di gruppo all’aperto che non possono essere svolti durante il periodo scolastico. Ulteriori aperture extra della nostra struttura saranno eventualmente concordate con le istituzioni scolastiche del territorio e con gli enti preposti (Distretto Sociale, Divisione Territoriale, Assessorato Servizi Educativi del Comune di Genova etc.), in quell’ottica di servizio che la nostra scuola intende offrire rispetto alle necessità del territorio e alle famiglie con bambini piccoli.
Il suddetto documento viene integrato dal Progetto Educativo dell’Istituto.